01 MAR fitness

Podismo e jogging contro l’osteoporosi

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Correre rafforza le ossa e riduce significativamente il rischio di osteoporosi. A rivelarlo è uno studio dell’University of Missouri condotto su gruppi di 42 atleti, dai 19 ai 45 anni, impegnati in differenti attività sportive. Dal confronto degli effetti che le diverse discipline hanno sulla solidità e la salute ossea è emerso che la corsa e, più nello specifico, il jogging e il podismo sono le attività sportive più adatte e consigliate per accrescere la densità delle ossa e ridurre il rischio di insorgenza dell’osteoporosi. Questo perché le sollecitazioni dinamiche, multi-direzionali e pliometriche tipiche della corsa, dei salti e di qualsiasi altra attività ad alto impatto, esercitano un notevole stress meccanico sul sistema scheletrico che contribuisce a incrementare e preservare la solidità delle ossa. Inoltre correre all’aperto permette all’organismo di assorbire una considerevole quantità di vitamina D – assimilabile più per l’esposizione alla luce solare che attraverso gli alimenti – che si rivela indispensabile per favorire i processi di formazione e mineralizzazione delle ossa.

Sebbene la corsa in tutte le sue varianti sia riconosciuta come l’allenamento ideale per il nostro scheletro, dallo studio menzionato è emerso che altri sport, come il calcio, la pallavolo e la pallacanestro, si rivelano altrettanto benefici per la salute delle ossa. Chi invece pratica ciclismo, nuoto o canottaggio, e cioè attività che comportano uno stress alquanto lieve sullo scheletro, dovrebbe integrare il proprio sport con la corsa o con un’attività di resistenza in modo da prevenire l’osteoporosi.

Tra l’altro, visto e considerato che la prevenzione dell’osteoporosi passa anche dalla tavola, è fondamentale assicurare alle ossa il corretto apporto quotidiano di calcio prediligendo, quanto più possibile, un’alimentazione sana e ispirata al modello alimentare della dieta mediterranea.

Infine, nonostante il jogging e il podismo siano due delle migliori attività aerobiche contro il deterioramento osseo dovuto all’invecchiamento, è però importante non strafare al fine di scongiurare il rischio di traumi, in quanto un eccessivo aumento di intensità potrebbe accrescere le sollecitazioni a fianchi, gambe e piedi fino a procurare fastidiosi problemi. Pertanto il miglior modo per non incorrere in questi traumi è evitare il sovrallenamento e dedicare sempre la dovuta attenzione allo stretching.

Scritto da: Yukendu
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