02 SET mindfulness

Le parole per dimagrire: 3 semplici modi in cui il linguaggio può farci perdere peso.

“La cosa che mi è piaciuta del vostro approccio, è che voi non parlate mai di dieta”. Così mi ha detto oggi un cliente durante la nostra prima chiamata, spiegandomi che la parola “dieta” gli faceva in qualche modo un po’ paura. Lui associa,infatti, questa parola all’idea di “restrizione alimentare”, gli ricorda che per dimagrire è necessario privarsi di diversi cibi molto appetitosi.

Le parole che utilizziamo per descrivere una cosa, una situazione o un evento, ne influenzano la nostra percezione, e possono generare in noi tanto le emozioni positive quanto quelle negative. Allo stesso modo le parole possono motivarci a seguire un programma di dimagrimento, ma possono anche farci perdere la spinta per continuare ed andare avanti.

Le parole influenzano la nostra alimentazione e il nostro benessere complessivo molto più di quanto noi stessi a volte immaginiamo.

Vorrei di seguito proporvi 3 piccoli trucchi, basati su alcune ricerche scientifiche, per far sì che il linguaggio e le parole ci aiutino a ritrovare la nostra forma fisica e il nostro benessere.

1 – Dire “non voglio..” invece di “non posso…”
Quando ci troviamo in situazioni sociali, come ad una festa con amici, o ad un ristorante, e ci viene offerto un tipo di alimento che non rientra nel nostro piano alimentare, o più semplicemente sappiamo di aver già mangiato abbastanza, la risposta migliore è “no grazie, non lo voglio”, oppure “non mi va”. Cerchiamo di non usare la frase “Non posso mangiarlo…” magari seguito da un “perchè sono a dieta”.

In una recente ricerca pubblicata sul Journal of Consumer Research, intitolata “I Don’t’ versus ‘I Can’t’: When Empowered Refusal Motivates Goal-Directed Behavior“, gli autori V. Patrick and H. Hagtvedt dell’Università di Houston hanno suddiviso 30 donne, che seguivano un regime dietetico, in 3 sotto gruppi, i quali sono stati allenati a rispondere in maniera differente ogni volta che sarebbe stato offerto loro del cibo.
Il primo avrebbe dovuto dire “Non voglio”, il secondo “Non posso”, e il terzo semplicemente “No”.
Risultato: nel primo gruppo 8 su 10 riuscirono a non sgarrare rispetto alla dieta per 10 giorni, nel terzo gruppo furono 3, mentre nel gruppo del “Non posso…” soltanto una!
Dire “Non voglio…” aiuta ad aumentare l’autostima, il senso di controllo e la consapevolezza, e quindi a controllare meglio l’alimentazione.

2 – Si scrive “attività fisica” ma si legge “divertimento”
Una ricerca Franco-Americana, condotta dalla professoressa Carolina O.C. Werle, Grenoble School of Management, e pubblicata nella rivista Marketing Letters, ha dimostrato come il nostro modo di definire l’attività fisica può avere affetto sulla gestione del peso, influenzando quello che mangiamo subito dopo una camminata, una corsa o un allenamento.

A un gruppo di persone venne detto che avrebbero dovuto fare un allenamento di circa 30 minuti, precisamente una “camminata veloce”, mentre ad un altro gruppo fu proposta una “passeggiata turistica”. In realtà il tipo di attività fisica era esattamente la stessa per durata ed intensità. Ma ci fu una differenza consistente quando fu offerto loro il pranzo immediatamente dopo. Le persone che avevano fatto “un allenamento” mangiarono di più e tendenzialemnete cibi più calorici rispetto al gruppo di persone che avevano semplicemente fatto un “giro turistico”.

Quando facciamo attività fisica, la nostra mente cerca una ricompensa. Maggiore è stato il nostro piacere nel farla, minore sarà la necessità di compensare lo sforzo con il cibo.
Cerchiamo di fare in modo che il piacere stesso di muoverci, di fare attività fisica e di prenderci cura di noi stessi, diventi la nostra ricompensa.

3 – Scrivere le proprie emozioni
Chi avrebbe pensato che il buon vecchio diario potesse aiutarci a dimagrire? E invece sembra essere proprio così, stando allo studio condotto dalla Dottoressa Christine Logel del Renison University College e dal Dottor Geoffrey L. Cohen dell’Università di Stanford, e pubblicato sulla rivista “Psychological Science“.

I soggetti erano 45 studentesse, tendenzialmente in sovrappeso, alla metà delle quali venne chiesto di tenere un diario in cui annotare le proprie emozioni giornaliere riguardo a valori molto importanti. L’altra metà fu invece invitata a scrivere i propri pensieri sui valori meno importanti per sé, senza quindi chiamare in causa le emozioni.
l risultati furono che, dopo qualche mese, le prime mostrarono una riduzione del peso di circa 1,55 chili, mentre l’altro gruppo, in media, era aumentato di 1,2 kg.
Probabilmente, dice l’autrice, “il pensare a ciò che è importante, per esempio quanto amiamo i nostri bambini, ci fa sentire in pace con noi stessi senza sentire il bisogno di mangiare per stare meglio”.

La ricerca scientifica sta ancora chiarendo questi meccanismi, ma penso che iniziare ad utilizzare questi piccoli trucchetti sia relativamente semplice e, in fondo, non costa nulla. Quindi non resta che “provare!”.
Anzi, per usare le parole giuste… non resta che “farlo!”.

Scritto da: Nicola Coach Yukendu
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