02 OTT mindfulness

Fame vera e fame nervosa, saperle distinguere.

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A volte le difficoltà che si riscontrano nel cercare di controllare il proprio peso corporeo, sono correlate al fatto che spesso ci si avvicina al cibo per motivi diversi dalla fame. C’è, per esempio, chi utilizza il mangiare per alleviare lo stress quotidiano, oppure chi mangia degli alimenti specifici che hanno il potere di riempire in qualche modo i vuoti interiori legati alle emozioni.
Ci sono sicuramente dei motivi biologici che ci spingono a cercare determinati cibi quando siamo stressati o tristi, anche se non abbiamo davvero fame, ma è nella nostra mente che possiamo trovare le risorse per combattere questi attacchi di fame nervosa.
Il primo passo per combattere la fame nervosa è capire come riuscire a distinguerla dalla fame vera.
Vi siete mai chiesti come mai ci sono persone che, pur non seguendo alcuna dieta specifica, e mangiando tutto quello che vogliono, restano comunque magre?
Abbiamo l’errata convinzione che queste persone mangino tutto quello che vogliono, senza limiti, e senza alcun controllo, e che ci sia qualcosa nel loro funzionamento che “magicamente” li faccia restare magri.
Invece dalle ricerche più recenti, risultano evidenti alcune differenze sostanziali tra chi tendenzialmente rimane magro pur non seguendo nessun regime dietetico e le persone con problematiche legate alla gestione del peso. Una di queste è proprio la diversa capacità di saper distinguere la fame biologica, quella vera, dalle semplici smanie di cibo, dal desiderio di mangiare, da quella che chiamiamo fame nervosa.

Innanzitutto cerchiamo di capire come si presenta la vera fame.
Proviamo a pensare a qualche occasione in cui ci siamo trovati a digiuno da molte ore.
Come ci sentivamo? Che sensazioni fisiche avevamo? Cosa desideravamo mangiare?
Molto probabilmente la prima sensazione fisica che ci viene in mente è una sensazione di vuoto nell’addome, oppure una specie di brontolio nello stomaco. La Fame infatti si percepisce principalmente nell’addome. Inoltre, quando siamo in questa fase, difficilmente abbiamo il desiderio molto forte di mangiare un cibo particolare, ma andrebbe bene qualsiasi cosa che ci piaccia.
Un altro piccolo aspetto della Fame biologica è che non arriva all’improvviso, ma cresce lentamente, e quindi abbiamo la sensazione di poter aspettare ancora un po’ prima di mangiare.
Quindi, quando sento il brontolio nella pancia, quando non ho voglia di qualcosa in particolare, ma mangerei qualsiasi cosa, e quando so che potrei aspettare ancora un po’ a mangiare… quella è fame vera!

E invece la Fame nervosa?
Immaginiamo quest’altra situazione. Abbiamo mangiato abbondantemente, ma poi ci siamo trovati davanti qualcosa che ci piaceva molto, oppure ci siamo trovati in contesti sociali in cui tutti mangiavano, e abbiamo quindi continuato a mangiare anche se ci sentivamo pieni. Come ci sentivamo in quei momenti?
Abbiamo sentito un impulso molto forte a mangiare proprio quel cibo e una sensazione di bramosia nel palato e nella gola? Questa è Smania di cibo.
La fame nervosa si presenta proprio in questo modo.
Le sensazioni sono concentrate principalmente “dal collo in sù”, ovvero nel palato, nella gola, sulla lingua. Abbiamo voglia di mangiare un alimento in particolare, e ci sembra che solo quello riuscirà a saziarci.
Inoltre è un desiderio di mangiare che nasce all’improvviso, da un momento all’ altro, e ci da la sensazione di non poter riuscire ad aspettare, dobbiamo mangiare immediatamente.

Quindi per distinguerle meglio si può partire dall’ osservare che tipo di sensazioni abbiamo prima di ogni pasto, ma anche a metà e alla fine. Alla fine del pasto è importante far attenzione ai propri pensieri e alle sensazioni fisiche. Se sentiamo ancora il desiderio di mangiare, chiediamoci se abbiamo voglia di un cibo particolare o andrebbe bene qualsiasi cosa. Nel secondo caso è più probabile che sia fame vera, mentre nel primo potrebbe essere smania di cibo. Inoltre cerchiamo di capire se la sensazione la sentiamo nello stomaco, oppure nel palato o nella gola.

Parleremo delle tecniche per gestire la fame nervosa nel prossimo post, ma nel frattempo vi anticipo una piccola tecnica: appena finita la porzione che avevamo programmato di mangiare secondo il nostro piano alimentare, proviamo ad aspettare 20 minuti. Forse avremo ancora fame o forse ci sarà passata. Ricordate che al cervello servono circa 20 minuti per inviare al corpo il messaggio “Sono sazio!”.

A presto,
Nicola Coach

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Scritto da: Nicola Coach Yukendu
  • Noemi Di Serego

    si, ok, tutto vero, però la fame nervosa per me è come un raptus che ti prende. Il mio problema in questi casi è che non riesco ad aspettare 20 minuti. Non vedo l’ora di leggere il post delle tecniche di gestione…se risolvo questo problema sono a cavallo; )))))

  • Federica Zimbello

    ho trovato molto utile leggere prima questo articolo e poi quello sulle tecniche di gestione, che sono utili e immediate. Grazie

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