02 DIC mindfulness

Combattere la pigrizia mentale e fisica con l’alimentazione sana

Iniziare un percorso di dimagrimento che ci consenta di raggiungere il nostro peso ideale e di mantenere i risultati nel tempo, significa principalmente mettere in atto un vero e proprio processo di cambiamento, delle proprie abitudini alimentari, di uno stile di vita a volte troppo sedentario, o del modo in cui ci si prende cura di sé stessi.

Come ogni processo di cambiamento, però, anche il perdere il proprio peso in eccesso può essere estremamente faticoso, principalmente perché le abitudini da modificare spesso vanno avanti da tantissimi anni, e quindi cambiarle richiede molte energie, soprattutto mentali.
Il desiderio di tornare al peso forma, quello che avevamo qualche anno fa, si scontra con la nostra “pigrizia mentale”, con il risultato di farci rinunciare, oppure rimandare l’inizio del percorso ad un periodo “migliore”, che però forse non arriverà mai.

Ma siamo sicuri che la fatica nel seguire un percorso di dimagrimento sia dovuta alla nostra pigrizia mentale?
Aaron Blaisdell e il suo Team sembrano non pensarla così. Grazie infatti ad una ricerca effettuata all’Università della California-Los Angeles hanno dimostrato che probabilmente la pigrizia mentale è la conseguenza di un’alimentazione non corretta, piuttosto che la sua causa.
Questo gruppo di studio ha effettuato un esperimento che consisteva nel dividere un campione di ratti in due gruppi. Il primo gruppo è stato sottoposto ad un alimentazione normale, mentre al secondo è stato assegnato un regime alimentare fatto di cibi spazzatura iperzuccherati, fritti e grassi.

Dopo soli 3 mesi hanno spinto i ratti ad una serie di esercizi, che avevano lo scopo di misurare le capacità mentali e fisiche dei due gruppi.
La differenze sono state notevoli. Il gruppo nutrito con cibo spazzatura mostrava una palese difficoltà nei movimenti, una maggiore lentezza e soprattutto risultava essere molto più “pigro” rispetto al gruppo che era stato alimentato correttamente, il quale invece risultò molto attivo, più reattivo agli stimoli, e più veloce nei movimenti. Tra l’altro i primi si fermavano almeno 10 minuti tra un esercizio e l’altro prima di ricominciare, mentre il tempo di riposo dei ratti nutriti meglio era al di sotto dei 5 minuti. Quasi la metà!
Insomma, dopo soltanto 3 mesi di dieta quelli che avevano mangiato male mostravano una “diminuzione della motivazione, delle reazioni fisiche e mentali” invece chi aveva seguito un alimentazione corretta risultava molto più scattante e in salute.

Aaron Blaisdell, autore dello studio, ha dichiarato: “i dati suggeriscono che la dieta potrebbe letteralmente cambiare le funzioni cerebrali. E le persone obese, spesso tacciate di essere anche pigre, sarebbero in realtà vittima di una fatica mentale-fisiologica”.
La conclusione dello studio è stata che “L’idea comunemente diffusa dai mezzi di comunicazione secondo cui le persone diventano grasse perché sono pigre è sbagliata, i nostri dati suggeriscono che l’obesità indotta dall’alimentazione è la causa, piuttosto che l’effetto, della pigrizia

Insomma, è l’eccesso di peso che fa diventare pigri, e non il contrario.
Fortunatamente dalla stessa ricerca arriva anche una buona notizia.
Quando i ricercatori hanno invertito il regime alimentare, dopo soltanto una decina di giorni la differenza tra i due gruppi si era annullata, ed entrambi eseguivano gli esercizi allo stesso modo.

Quindi, in attesa di ulteriori ricerche sull’uomo, il consiglio migliore rimane quello di seguire un’ alimentazione sana, regalando al nostro corpo tutti i nutrienti di cui ha bisogno, senza eccedere nelle quantità e limitando i grassi e gli zuccheri. Sicuramente così il nostro corpo ci regalerà un buon livello di energia e una mente sempre più attiva!

Scritto da: Nicola Coach Yukendu
Resta in contatto con noi e soprattutto dicci la tua! Seguici anche su

ISCRIVITI
ALLA NOSTRA
NEWSLETTER

Gratis per te i consigli di Yukendu su come tornare in forma e vivere bene